venerdì 6 agosto 2010

Grazie..



Grazie..

breve racconto ideato ed inspirato da njara stessa..


...un leggero mal di testa pervase l'aria dove respirava doriana..la donna si massaggiò le tempie indolenzite..poi il pensiero le corse alla testata giornalistica dove lei aveva preso lavoro da qualche tempo..
riflettè..ci pensò su e decise su due piedi di dare le dimissioni da quel ruolo che ormai non sentiva più suo come un tempo..un ruolo che lei aveva sognato desiderato ambito e perseguito..ma ora..ma oggi..ma adesso..
no se ne sarebbe andata subito..appena l'alba si sarebbe fatta sentire avrebbe telefonato al suo direttore e gli avrebbe detto che se ne andava..cosi senza una spiegazione senza un perchè senza una parola..
e il suo direttore ci sarebbe rimasto male perchè sapeva quanto la rubrica di doriana aveva seguito e successo...ma doriana la sua decisione l'aveva già presa..
quindi andò in cucina..poi in bagno..poi si lavò la testa si asciugò il corpo madido di sudore..non era ancora estate e la primavera doveva appena iniziare..ma gli alberi gli uccelli il mondo tutto sembrava respirare quello che cielo stava preannunciando..
una nuova stagione..una nuova vita un nuovo amore magari..ma non per lei..non per doriana..o forse...

la ragazza prese un foglio dalla scrivania..guardò l'articolo che aveva scritto e che sarebbe andato in onda su delle rotative il giorno seguente..lo scorse lo lesse lo assaporò forse per la prima volta da quando scriveva..e pensò alle migliaia di lettere che riceveva ogni giorno..
ai complimenti dei suoi lettori...alle persone che credevano in lei..e a tutto ciò che la circondava in quel momento..
dette una botta con la mano sopra la scrivania e tutto si ribaltò..no non se ne sarebbe andata..no..ma avrebbe chiesto un ufficio tutto suo..una linea tutta sua sulla quale poter lavorare..ed una paga degna di lei..e non quella miseria che le davano tanto per farla tacere e per farla arrivare a fine mese contenta e soddisfatta..
no..non le bastava più raccattare le briciole e non prendere un filone di pane intero quando sapeva di averselo guadagnato per intero quel filone di pane e forse tutto il forno..

attese l'alba..li seduta alla sua scrivania con una lettera in mano..e decise..decise di nuovo..se il direttore voleva lei..lei non voleva lui..avrebbe aperto un giornale tutto suo..ormai le conoscenze le aveva..ormai poteva lavorare da casa e gestire la sua giornata come meglio le pareva..e a questo pensiero finalmente doriana sorrise andandosene a letto ancora con la lettera di un suo lettore in mano..ed in quella lettera in fondo oltre il nome c'era una parola..una sola parola...

grazie!!!


ed io dico grazie a tutti voi che passando di qui mi sorridete..

..njara

giovedì 5 agosto 2010

C'era una volta..



C'era una volta..

piccola canzone inventata scritta e pensata da njara


..c'era una volta una canzone piccola ma spicciola..una canzone un po' stonata forse..una canzone di quelle che non si intonano mai perchè ci si vergogna di cantarla..

quella canzone parlava di prati di fiori e di boschi...quella canzone parlava al cuore di chi l'ascoltava ma sopratutto di chi la cantava..
ma non tutti riuscivano a cantarla..non tutti riuscivano ad ascoltarla..e sopratutto non tutti riuscivano a credere che una canzone senza note e senza strofe riuscisse a parlare di vita...

che peccato che quella canzone ancora non si ascolti..però è bello che quella canzone ancora la si inventi la si scrivi e la si canti...si questo è molto bello per una giornata particolare in cui il sorriso spunta dietro una lacrima che non ha più voglia di cadere giù per degli stupidi che fanno finta..d'amare.

buona vita a chi questa canzone vuole sempre cantarla..

..njara



mercoledì 4 agosto 2010

E' solo una favola...




E' solo una favola..

breve racconto scritto pensato ideato da njara


...è solo una favola bimbo mio disse il pesce padre al pesce bimbo.....lo so rispose il figlio al padre grande grande..ma è la mia favola papino mio e la voglio vivere a modo mio...e cosi dicendo in un guizzo colorato se ne andò in giro per il mondo...
.....è una favola già ascoltata amica mia disse paperina a minni che seduta sferruzzava un maglione in compagnia...lo so amica mia rispose minni tutta distratta...ma è la mia favola e la voglio vivere a modo mio....
....ma si dai facciamoci due spaghetti amico mio poi me ne debbo andare perchè debbo scrivere di corsa la mia favola...disse il gattone al cagnolone tutto stucchevole...è la solita favola gattone non ti montar la testa rispose il cagnolone mentre trangugiava il piatto di spaghetti.....lo so disse il gattone ma è la mia favola e la voglio vivere a modo mio...
...miaooooo venite qua che vi mangio tutti favole comprese...le favole....brrrrrrrr via via...non fanno per me...
...è tutta invidia la tua ammettilo gattino da quattro soldi....dai retta a me che le favole le conosco molto bene....devi sapere che le favole portano sempre dolcezza nel cuore..ma non debbono avere la morale...altrimenti a che serve scriverne una...le favole non insegnano....le favole si vivono!!!!


..vi auguro che per tutti noi ci sia sempre una favola da vivere.

..njara

martedì 3 agosto 2010

il piacere di vivere...



il piacere di vivere..

brevi riflessioni scritte dentro un racconto pensato ed ideato da njara


...vorrei riuscire a trovare un amore piccolino..uno di quelli che non hanno ne capo ne coda..uno di quegli amori dove ti svegli e sorridi senza motivo...come se per sorridere ci voglia davvero un motivo insinuò daria alla sua amica serena che dormicchiava beatamente sul divano di casa..

erano amiche da anni loro due..una strana conoscenza se qualcuno l'avesse raccontata anni ed anni prima quando internet non esisteva..quando le macchine del caffè erano roba per ricchi..e quando..

bhè potrei aggiungere tutti i quando del mondo pensò daria coprendo le spalle alla sua amica che ora dormiva profondamente con il sorriso sulle labbra..

mi chiedo da quanto tempo io non sorrido più si chiese la donna alzandosi dal divano..forse l'amore fa sorridere pensò la donna guardando serena e pensando che lei più che dell'uomo si era innamorata del pensiero di essere innamorata..
ma forse funziona sempre cosi..continuò a ripetersi nel pensiero ed entrando in cucina per prepararsi un caffè...
mise la caffettiera sul fuoco..si mise seduta ed attese il classico rumore che fa il caffè quando fuoriesce dalla moka..un rumore impercettibile poi sempre più forte e gorgogliante che a lei piaceva tanto..cosi come le piaceva l'odore del caffè mattutino o quello serale o o o o ..
ma quanti caffè prendo si chiese in un momento mentre uno strano sorriso le aleggiò sulle labbra...un sorriso che alzandosi dalla sedia le scese diritto sino allo stomaco facendola sorridere ancora di più di più ed ancora di più..
ma non era un sorriso il suo..era più un ghigno di soddisfazione rivolto a persone che l'avevano sempre rimproverata per ogni mossa che faceva e che le piaceva fare...e l'avevano rimproverata cosi tanto che alla fine daria si era dimenticata cosa fosse il piacere intrinseco di fare una cosa solo per puro piacere..

ed ora si chiese la donna mentre sorseggiava il caffè seduta al tavolo di cucina..
ed ora niente sembrò risponderle la tazzina di caffè..
ed ora niente sembrò risponderle il caffè che le scendeva caldo nello stomaco..
ed ora niente niente niente sembrò sussurrarle il rumore silente della notte che calava sempre di più a farle compagnia..

già..ed ora niente rispose sollevata daria guardandosi intorno..posando la tazzina sul tavolo..ed alzandosi in piedi..
ed ora niente continuò a pensare mentre spegneva le luci della casa...dava un'ultima occhiata a serena che dormiva come una bimba alle prime armi..e prendeva la strada della sua camera da letto..

ed ora niente continuò a dirsi nella mente mentre si infilava il pigiama e si stendeva su quel letto cosi morbido ed accogliente..
ed ora niente sussurrò al buio della notte mentre allungava una mano e con un gesto spegneva la luce che in un attimo andò a fare compagnia a quella solitudine vigliacca che l'aveva colpita tanti anni prima quando qualcuno in un momento di vita l'aveva tanto rimproverata fino a farle dimenticare quanto a lei piacesse...vivere.

mi chiedo quante daria conosciamo noi..e se a volte o molto spesso ci è capitato di essere...daria e di non saper come fare ad uscire da un tunnel in cui qualcuno deliberatamente o meno ci ha gettato..un tunnel chiamato paura di vivere una vita come più ci piace viverla..magari bevuta vissuta sorseggiata dentro una semplice tazzina..di caffè.

buona giornata con il sole in fronte..

..njara


lunedì 2 agosto 2010

Ci sperava..




Ci sperava..

breve racconto di pensieri e di costumi scritto da njara


..ci sperava..ci aveva sempre sperato...poi la speranza si era dissolta come fumo e come cenere troppo arsi dentro un camino..ora giorgia era sola..suo marito se ne era andato..o per meglio dire lo aveva spedito fuori casa lei..dopo anni e anni di prigionia consumata ad arrabattarsi per mandare avanti la famiglia...

già..la famiglia.

a quel nome giorgia si mise a ridere..ma la sua fu una risata strana...quasi artefatta mentre guardava le valigie ai piedi del suo letto..
un gran bel letto il suo non c'è che dire..
materasso morbido..legno di stagione..e...

ripensò..pensò e ripensò..poi d'un tratto le venne in mente che di figli per fortuna in quel matrimonio disastrato non ce ne erano stati..e pensare che li aveva desiderati..ma per fortuna non erano arrivati..
colpa sua??
colpa di lui??
non aveva mai saputo se qualcuno avesse avuto o no colpa..ma restava il fatto che in quel momento ringraziò il cielo per non aver avuto figli..
un figlio ti rende felice la vita..te la riempe..può ricucire un matrimonio..
quante volte aveva sentito queste frasi da sua madre...
un figlio ti rende felice la vita..
e allora lei non era figlia di nessuno perchè sua madre non era felice con lei accanto..
un figlio ti riempe la vita..
si forse questo era vero...perchè lei era stata la ruota di scorta di sua madre di suo padre e dei suoi fratelli...
può ricucire un matrimonio un figlio...
forse era meglio che i suoi genitori si fossero separati..si forse sarebbe stato meglio invece che condurre un connubio che non aveva senso nemmeno se lo scrivevi soltanto come parola...

giorgia si preparò..il taxi la stava aspettando fuori in strada..ma le valigie erano pesanti..piene zeppe di ricordi oltre che di vestiti..ed i ricordi in quel momento a giorgia pesarono tanto ed ancora tanto..
ma a chi raccontarli quei ricordi??
lei non aveva nemmeno figli..
e a quel pensiero non seppe bene perchè o per come la valigia nella mano destra le risultò leggera..
aprì la porta giorgia..si guardò per un momento intorno..vide il salone ben arredato..vide lo spigolo della cucina..una bella cucina non c'era che dire..
quante volte..
no no...giorgia chiuse la porta dietro di se..un sospiro..poi un altro..poi un altro ancora..iniziò a scendere le scale perchè come al solito l'ascensore non funzionava..
le valigie pesavano ancora..ne posò una..avrebbe mandato il tassista a prenderla..l'avrebbe pagato per farlo..i soldi non le mancavano..per fortuna pensò la donna mentre con passo pesante scese le scale...per fortuna..almeno quelli..almeno quelli..continuò a pensare mentre il portone del palazzo le si presentò davanti..
era spalancato il portone..il portiere la guardò..giorgia gli sorrise..lui rispose al sorriso e allungandole la mano le disse quanto le dispiaceva che lei se ne andasse di li..
ti spedirò una cartolina pensò giorgia..poi però pensò che non l'avrebbe mai fatto..e mentre saliva sul taxi disse all'autista che una valigia era rimasta sulle scale..
il tassista infilò le scale..pronto..servile..e giorgia guardandolo pensò che somigliava al suo portiere..a sua madre...a suo padre..a suo marito..e a tante persone che aveva conosciuto e che conosceva..
fu colta dal panico giorgia mentre scese di corsa il taxi e prese a camminare lungo il marciapiede..
il tassista la rincorse con la voce...ma giorgia si mise a correre a correre a correre..

nessuno seppe più niente di giorgia..ancora qualcuno la penserà..ancora forse qualcuno la cercherà...magari solo per convenienza..magari solo per forma e correttezza..ma giorgia..

giorgia è viva..è lontana..in un piccolo paese di montagna..nessuna valigia si è portata con se..solo il ricordo di una fuga..l'unica certezza della sua vita che l'ha resa grande..libera e felice...il primo passo verso una conquista..il primo passo verso la sua dignità..perchè era questo che giorgia aveva cercato in quella fuga dal taxi..la sua dignità che aveva perduto tanto tempo prima e che senza saperlo aveva lasciato dentro una valigia a ricordare un tempo passato che non sarebbe più tornato...
ma quella lasciata dentro la valigia non era dignità..era solo forma..correttezza..lealtà dipinta ma non sentita..e sopratutto società..si ecco cosa aveva lasciato giorgia dentro la valigia..una società che aveva preteso da lei una dignità che aveva il nome di..vigliaccheria.

vi auguro un sorriso di felicità..

..njara

domenica 1 agosto 2010

Una canzone piccolina...



Una canzone piccolina..

brevi immagini di sogni riflessi pensati e scritti da njara


vorrei scrivere una canzone piccolina...una di quelle canzoni che in fondo non appartengono a nessuno se non a noi stessi che le scriviamo dentro una mente ed un cuore che raramente verrà ascoltato da qualcuno che passando di li si fermerà ad intonare un motivetto che non ha mai sentito..

vorrei scrivere una canzone piccolina che si libri nell'aria..che arrivi al tuo cuore..per dirti che ti ho sempre conosciuto..apprezzato..amato..anche quando non ti conoscevo..ma ti attendevo sull'uscio di una porta chiusa che si è aperta all'improvviso quando tu fischiettando quel motivo hai spalancato le porte del mio cuore..aprendo le tue braccia solo a me.


..semplicemente un sorriso a chi ama sognare..

..njara

venerdì 30 luglio 2010

Era suo figlio..



Era suo figlio..

poesia scritta narrata pensata da njara


aveva il sonno di un bambino quando marta lo prese fra le braccia
e con delicatezza lo posò su un letto di foglie cadute..
aveva il sonno di un bambino quando marta lo pianse con lacrime di amore e simpatia..
aveva il sonno di un bambino quando marta ormai in la con gli anni
lo ricordò in una notte d'estate..
era suo figlio..
eppure aveva il sonno di un bambino anche quando un soffio di aria gelida
se lo era portato via con se..
non è giusto pensò marta..non è giusto che io sia sopravissuta a lui..
un figlio..una madre..pensieri stanchi di una notte di mezza estate
in cui una lacrima cadeva per non soffrire più...


..dedico questa mia poesia a chi vorrà accoglierla dentro di se.

..njara