martedì 15 febbraio 2011

la cicala..e la formica..



la cicala..e la formica

pensiero scritto sognato ed ideato da njara



..la cicala cantò..la formica silenziosa pensò ad una favola di tanti anni prima e nel pensarla sorrise dentro di se rosa dalla gelosia per il canto della cicala..lei non sapeva cantare..sapeva solo emettere un suono stridulo e lavorare..ecco cosa sapeva fare..ecco cosa le avevano insegnato miliardi di formiche come lei..cantare no.
lavorare si.
ma ecco che un temporale scoppiò in quel prato dove una cicala cantava ed una formica lavorava emettendo un suono stridulo in attesa di una vendetta che non sarebbe venuta se non quando qualcuno leggendo un libro e ricordando quella fiaba potesse pensare che..
ma un fulmine colpì la cicala che emise un fremito e sospirò accasciandosi al suolo..la formica allora vide che vendetta era compiuta..ma poi pensando al canto incompiuto si rattristò riflettendo che quello della cicala era un canto vero..il suo pensiero invece era un pensiero triste e vendicativo e issando un chicco di grano sulla sua schiena pensò che il suo rifugio era vicino..e che miliardi di formiche l'avrebbero festeggiata per quel bottino che non cantava ma che sarebbe servito per i mesi più freddi..
accellerò il passo la formica ma d'improvviso si fermò ascoltando un canto che proveniva dal bosco li vicino..
impallidi la formica..un'altra cicala stava cantando e lei non poteva farci niente..nemmeno un altro fulmine poteva farci qualcosa perchè di cicale ne è pieno il mondo e di formiche anche..
e allora a che serviva la sua gelosia??
e sognare la sua vendetta a che sarebbero servite??
triste ed infelice proseguì il suo cammino..si molti l'avrebbero festeggiata al suo ritorno ma questo non le bastava..o forse si..si forse si.. se solo avesse ricordato chi fosse lei..cosa volesse lei..

allora senza forse avrebbe...finalmente sorriso.

..njara

domenica 16 gennaio 2011

sei una bella ragazza...




sei una bella ragazza..

di njara



..sei una bella ragazza le disse suo padre rimirandola allo specchio..
si..sei proprio una bella ragazza le disse un giorno sua madre pensando però ad altro e vergognandosi confusa..

si davvero..sei una bella ragazza le disse un giorno un amico portandola per mano sul motorino appena comperato..

si..sei proprio una bella ragazza le disse un giorno lo specchio rimandandole però un'immagine che a lei parve confusa..

elisa era cresciuta..era diventata grande..e l'ombra di quella bella ragazza che era stata ora non c'era più..o perlomeno ad elisa sembrava cosi..
ma una mattina si svegliò e non fece la fuga davanti lo specchio del bagno..ma si fermò imperterrita a guardarsi..a rimirarsi..
gli occhi erano sempre gli stessi..maagari un po' più spenti..forse un po' più confusi..
l'ovale del viso..bhè quello era cambiato..cosi le parve..cosi le sembrò mentre si aggiustava i capelli ribelli..
accidenti solo questi sono rimasti uguali disse ad alta voce elisa mentre una lacrima repentina le scivolò sul viso che si illuminò un po'..
non mi piace piangere pensò elisa..mi piace ridere..voglio ridere..debbo ridere..
e continuò a guardarsi..e continuò a non piacersi..
visi conosciuti e sconosciuti si sovrapposero al suo..erano tutti più belli di lei..
finchè uno squillo non la risvegliò da quel torpore cosi poco magico..
elisa corse a rispondere cosi come faceva di solito da sempre..ma lungo il tragitto si fermò..si arrestò..
perchè tutta quella fretta si chiese??
e tornò indietro..davanti allo specchio di nuovo..ma stavolta diversa..più forte..più sottile e meno sorridente..
fece una boccaccia all'immagine che lo specchio le trasmise..
poi storse la bocca..quindi si preparò a sorridere mentre lo squillo ancora continuava a torturarle le orecchie..

non si può sorridere a forza pensò elisa mentre si aggiustava il pigiama..
mi viene troppo facile piangere e fare la dura ed è ora che io smetta di piangere e di fare la dura..
di nuovo una boccaccia alla sua immagine..di nuovo uno sberleffo su quel viso che dall'altra parte sembrò sorriderle di gioia..
ma era solo un sembrare..ed elisa questo lo intuì guardandosi..
si riaggiustò il pigiama..erano soltanto le sette del mattino..troppo presto per alzarsi..troppo presto..
si allontanò dallo specchio..prese il telefono..staccò il filo guardando chi l'aveva chiamata..
sua figlia..era sua figlia..
ma che voleva alle sette del mattino??
non ci pensò..non la richiamò..guardò il filo penzolare..
qualcosa di grave per sua figlia era successo..qualcosa di bello per elisa stava accadendo..
ritornò sotto le coltri mentre la curiosità si faceva sempre più proponderante..ma stavolta elisa non l'ascoltò..
chiuse gli occhi..strinse i pugni e piano piano si addormentò sognando cavalli fiori imbizzariti e tanto vento..
un vento che ad un certo punto la costrinse a svegliarsi..e ad accorgersi che erano passate le nove..e che lei era ancora li..calda di letto..il viso disteso..ed un'ombra di sorriso che le accarezzava il volto troppo consumato da persone che chiedevano sempre senza dare mai nulla in cambio dietro..
come se lei fosse scontata..banale ed anche stupida..
ma lei non si sentiva scontata banale ed anche stupida..
ma forse si..forse si..e questo la sconvolse più di tutti i pensieri messi insieme..e sollevando le coltri riandò di corsa allo specchio..e come in una sorta di magia prese a cantare una canzone sottovoce..una canzone che le ricordò che lei era lei..
e questo..si e questo..fece si che elisa non riattaccò il telefono quel giorno..ma si vestì..scese in cortile e piano piano si allontanò da chi le aveva fatto credere per una vita di essere qualcosa..e non qualcuno.


..njara


martedì 11 gennaio 2011

dubbi..timori..ansie




dubbi..timori..ansie

di njara



...dubbi...timori..ansie..paure..la vita di marina era stata costellata da tutto questo..e marina si pentì di aver vissuto tutto questo ma ormai non ci poteva fare più niente se non..
ma no..che avete capito..non si voleva mica uccidere..
marina era forte..marina era una roccia..marina era una grande..ma quel giorno che era festa decise di mandare in quel paese sogni dubbi ed irrealtà..
si distese lemme lemme sul divano e rimase a guardare il soffitto per ore ed ore sempre più a lungo sempre più intensamente sempre con più fissità fin quando sul soffitto comparvero tante piccole lucine e tante piccole ombre che si andarono dipanando nella sua mente..
marina si alzò sconvolta da quel divano..aveva compreso ciò che non aveva compreso da una vita..
si diresse verso la cucina ancora sconvolta..preparò il pranzo per se e per il suo gattino poi si mise seduta a tavola a leggere mentre con una mano sbocconcellava un panino al prosciutto..
scarpetta il suo gatto si infilò di soppiatto fra lei il piatto ed il libro..si accoccolò sulle sue gambe e con una zampetta le accarezzò il viso mentre una lacrima di felice sorriso scese a far compagnia al cibo all'acqua alla tavola leggermente apparecchiata che con un sorriso di felicità si imbandì in un momento di allegria e di coccole..
e cosi è rimasta...da allora.


ciao dentro un abbraccio..

..njara

domenica 9 gennaio 2011

Il silenzio..quel silenzio...




Il silenzio..quel silenzio..

pensieri e favole di njara



sospirò quella mattina ariella presa com'era a guardarsi dentro uno specchio incolore..sospirò quasi rassegnata quando le venne in mente di chiudere gli occhi e provare a cantare..
ma la sua voce intonò una canzone a lei sconosciuta..una canzone che parlava d'amore di frasi dette e di parole non pronunciate..era una canzone triste ma vera..vera come lei non l'aveva mai ascoltata..
poi pensò ad un film che aveva visto la sera precedente..era un film che parlava di tre sorelle..di un papà e di una mamma e lei in qualche modo si riconobbe nelle vesti di una di quelle tre sorelle..la più stupida..la più idiota..la più ingenua la più...non le venne in mente nulla ma aprendo gli occhi si diede dell'imbecille..
non si sputò in volto ma ne aveva tanta voglia..
non perchè il suo volto non le piacesse..anzi tutto il contrario...il suo volto le piaceva ed anche tanto..il suo corpo le piaceva ed anche tanto..ma qualcosa in lei si disprezzava ed anche tanto..qualcosa che lei non riusciva a definire..qualcosa che in lei marciava e covava contro di lei..
ariella si allontanò dalla specchio..sembrava un piccolo soldatino in marcia tanto era stanca ed arrabbiata..arrivò al telefono..lo guardò..poi prese la spina e la staccò dal muro..prese il cellulare e con fare altezzoso aprì la finestra e lo gettò lontano..si proprio come aveva visto fare nel film la sera precedente da quella sorella che lei credeva somigliarle..
o forse era lei che somigliava ad un personaggio del film?? un film girato a sua insaputa..ma pur sempre di un film si trattava..
si guardò intorno ariella..più felice?? no..solo più scontenta per aver fatto qualcosa che aveva visto fare ad altri..
si sentì un pappagallo in quel momento..e quel sentire non le piacque..poi si sedette davanti al computer ed iniziò a scrivere una favola per bambini..
scrisse scrisse scrisse ariella...e più scriveva più le favole non le piacquero più..
smise di scrivere improvvisamente cosi come improvvisamente aveva iniziato..
guardò il video e pensò che era un peccato che non fosse di carta perchè altrimenti avrebbe preso il foglio..lo avrebbe appallottolato e ne avrebbe fatto un mucchietto di polvere..
le sembrò che il telefono squillasse..poi pensò che forse la sua memoria le faceva strani scherzi..ed allora si mise in silenzio assaporando quella parte di se che in silenzio non era stata da una vita..
le piacque quel che senti anche se un po' la spaventò perchè al silenzio non era abituata..o forse..


ecco..a volte basta una parola per non saper più cosa dire..o un pensiero..o chissà cosa per rendersi conto di infrangere qualcosa di prezioso come un silenzio..un silenzio costruttivo..un silenzio ricognitivo..un silenzio fatto per pensare a pensieri sconosciuti che non vogliono far da padroni..
a volte si da' troppa voce a quei silenzi e lo si fa per mille e svariati motivi spesso diversi l'uno dall'altro..
resta il fatto che si fa..e resta il fatto che ci si fa male spesso da soli..senza accorgersene..senza rendercesene ben conto..poi però..

shhh silenzio...la favola è finita..ed una nuova sta per iniziare..ma questa ha bisogno soltanto..di silenzio.

...njara

venerdì 31 dicembre 2010

La direzione dei sogni..




La direzione dei sogni...

di njara



....voleva continuare a sognare..
il sorriso di un bambino..
la lacrima di un albero caduto..
poi un giorno tutto si spezzò per colpa di un mago cattivo che la fece innamorare di se..
lei non lo sapeva che lui era un mago cattivo..
pensava fosse un uomo..
pensava fosse un amore..un gioco ma mai una catena..
voleva continuare a sognare la piccola principessa dagli occhi blu..
una principessa ormai decaduta..ma i sogni non decadono si disse quel giorno che indossando il cappello da strega si diresse a cavallo in cerca del mago che non vedeva ormai da molti anni..
chissà se è vivo..se è morto..chissà mai se lo ritroverò pensò la principessa cercando di dare un tono ai suoi pensieri..
ma i pensieri sono del vento e la principessa in quel momento se ne rese conto guardando il suo cappello da strega volarsene via insieme a loro..e girato il cavallo prese un'altra direzione..la direzione dei sogni che finalmente aveva scoperto non decadere..mai.

buon venerdi miei principi e principesse...buon venerdi..e naturalmente...BUON ANNO!!!

..njara

sabato 25 dicembre 2010

IL tintinnio di babbo natale...




Il tintinnio di babbo natale

di njara



.....c'era una volta un grande abete colorato...no no..c'era una volta un grande camino addobbato...nooo lo volete capire che c'era una volta un bambino che credeva a babbo natale e che...ahhhh che lagna...vi ho detto che c'era una volta una teiera parlante che...uffa insomma basta...c'era una volta qualcosa che oggi non c'è più...e ti pareva mancavi tu mancavi...adesso basta ora racconto io..tutti zitti e seduti in fila...allora cominciamo...dovete sapere che una volta c'era...shhhhh...ascoltate....
un tintinnio...lo sentite tutti?!?...venite venite alla finestra..ohhh un fiocco di neve...guardate...il vento si è alzato..le cime degli alberi ondeggiano...fa freddo...è natale...guarda guarda...una stella si accende...la luna...ohh come è bella stasera la luna...tutta lucente e piena di fiocchi d'avena...seeeee fiocchi d'avena sulla luna...eddai che fai ci prendi in giro????...ma no che non vi prendo in giro...è natale..è magia...è un sorriso e forse anche una carezza...che importa se la luna ha i fiocchi d'avena e una corona per cappello..che importa se la neve invece di scendere sale di un gradino la scala della felicità...è vero non importa...l'importante è ricordarsi che...io non voglio ricordare...shhh silenzio...cade la neve...è natale...accendiamo il camino...shhhh silenzio...
ll tintinnio si sente di nuovo...siete stati tutti buoni quest'anno??..siiiii??..e allora fate spazio..babbo natale è in arrivo...shhh silenzio...spegniamo le luci....e guardiamo...guardiamo il natale che scende a tenerci un po' di compagnia....guardiamo la neve che volteggia..guardiamo il fuoco che arde...e mentre guardiamo la vita pensiamo che c'è sicuramente in questo mondo una persona che pensa a noi con affetto e simpatia...e ci invia un sorriso magari solo con il pensiero...e mentre lo fa la luna si imporpora di contentezza e magia solo ed unicamente...per chi crede che il natale è sempre un po' più di sempre..un giorno in più di..sempre!!!!!

..njara




a tutti noi!!!

giovedì 23 dicembre 2010

Storie di vita..




Storie di vita..

riflessioni di njara



..e cosi se ne voleva andare povera piccola lucia tutta imbrattata di sangue..
ma mamma cosi mi metti paura gridò sandro sollevando le coperte sin sopra gli occhi.
ahaha disse la mamma togliendogli le coperte ed abbracciandolo un po'..
ma su che scherzo..mai ti racconterei una favola del genere..sopratutto per farti addormentare..
e allora perchè me l'hai detto?? chiese sandro raggomitolandosi dentro il letto.
perchè tu vuoi sempre guardare quei film brutti brutti..quelli dove ci sono tanto sangue e sparatorie..
ma mamma quelli son solo film..ribadì il bambino ancora un po' tremante..
e questa sarebbe stata solo una favola sandro..che differenza c'è??
è vero mamma hai ragione..ma un conto è guardare la tv un conto è sentir raccontare qualcosa dalla tua voce.
dai adesso dormi sandro..io sono stanca e me ne vado a dormire..
ma come mamma..mi debbo addormentare cosi..senza favola??
la mia favola sei tu sandro..e tu sei la tua favola..
e detto questo la mamma spense la luce mentre sandro si metteva giù a dormire pensando alle parole di sua madre..
io sono la mia favola?? io sono la favola della mamma??
e per un momento pensò ai capricci che faceva durante il giorno..a quante cose chiedeva in continuazione a sua madre pur se lei gli diceva che fosse stanca..anche se lei parlava con le sue amiche..
lui una favola??
e si addormentò sandro pensando alle parole di sua madre..e si addormentò sandro dietro e dentro un sogno pieno di favole in cui lui era protagonista di se stesso..
e nel sogno pensò:"certo che la mamma deve volermi un gran bene per sopportare tutti i miei capricci"
si svegliò dietro quel pensiero madido di sudore..e gridò gridò cosi forte che la mamma accorse vicino a lui..
che c'è sandro??
e piangendo il bambino le raccontò il sogno..
allora la mamma lo strinse forte a se..
mamma..ma tu mi vuoi bene??
che domande sandro..certo che ti voglio bene..sei mio figlio..


storie..storie di vita quotidiana in cui spesso si risponde frettolosamente facendo molto più male di quanto si pensi..in realtà!!!


..njara


auguro a tutti quelli che mi leggono..che mi scrivono..che passano di qui ed in silenzio non dicono nulla..un felice natale da trascorrere insieme a chi si ama..davvero.