giovedì 3 marzo 2011

dietro un cespuglio di rose e lillà...




dietro un cespuglio di rose e lillà...

scritto da njara


....erano li quegli occhi attenti..erano li da molti giorni...dietro un cespuglio di rose e lillà...due occhi attenti svelti e fugaci che guardavano il mondo con occhi disincantati..emma si chiamava la proprietaria di quei due occhi azzurri come laghi di montagna...emma era ed è il suo nome.
..un nome...emma ci pensava spesso al suo nome...non le piaceva granchè...ma penso sia una cosa che appartiene a molti il fatto che il proprio nome non piaccia.
questo pensava emma quella mattina di fine agosto mentre con una mano si solleticava i capelli e guardava il cielo infinito...un cielo che l'aveva condotta li qualche giorno prima...un cielo che le faceva venir voglia di piangere ogni volta che poteva.
...il suo sguardo si fece attento...la voglia di piangere scomparve quando emma senti un rumore accanto a se...strano non c'era nessuno..ma lei il rumore lo aveva sentito..
guardò di qua e poi di la...ma niente...non c'era proprio nessuno..allora allungò lo sguardo verso la radura difronte a lei e ciò che vide non le piacque.
all'improvviso era apparso un bosco...ma si uno di quei boschi che nascono dal nulla...
ahahaha si mise a ridere matteo...ma dai mamma che dici...nemmeno nelle migliori favole si inventano certe cose.
..maria si fermò...suo figlio la guardava con occhi sornioni.
..ma come...dalle zucche nascono carrozze...ed io non mi posso inventare un boschetto incantato li per li?!?
....ahhaha...mamma sei buffa...ti voglio bene mamma.
a maria il cuore si allargò..prese matteo fra le braccia e se lo strinse forte al petto il suo giovanottone di dieci anni.
dai lasciami...mi fai male.
maria lo lasciò...vide suo figlio andare verso la sua cameretta....a matteo piaceva ascoltare le favole che lei si inventava su due piedi...poi a volte ci ridevano insieme...a volte invece maria scopriva una lacrima in quegli occhioni caldi come le caldarroste autunnali...
non era da tutti i giorni trovare un maschietto che si inteneriva e che cercava le favole come si cerca una briciola di pane quando si ha fame...ma matteo era diverso dai suoi amichetti che tutto il giorno giocavano con soldatini o con fuciletti o o o o o...a matteo piacevano le fate..i folletti...gli gnomi...i boschi incantati..e tutto ciò che riguardava la fantasia umana..a lui piaceva colorare i suoi ritratti...dipingere i suoi acquerelli con colori del cielo....matteo era cosi...distratto a volte arrabbiato un po' infantile e bizzarro...ma era unico...e maria lo sapeva.
...ne andò in cerca di suo figlio dietro quel pensiero..lo trovò intento a disegnare un elfo dentro un foglietto di carta spiegazzato...gli accarezzò la testa bruna...e con fare sollecito glielo disse...si gli disse che lui era unico...unico come i disegni che faceva...unico come le favole che gli piaceva ascoltare...unico con il suo cuore d'acciao e di velluto.
..matteo alzò appena gli occhi da ciò che stava facendo....sorrise dietro quel discorso strampalato di sua madre...ma a lui la sua mamma piaceva cosi...bizzarra a volte infantile un po' capricciosa e distratta...unica come il cielo a primavera quando le rondini ne solcano i nidi....unica unica unica...come quella fatina che gli stava sorridendo da un disegno che elfo più non era!!!!


..njara

4 commenti:

  1. Cara Njara sono felice che tu abbia ripreso la tua quotidianità al blog...il tuo buongiorno è sempre così delicato e gentile ed io apprezzo tanto
    baci

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  2. Una nota dolcissima per cominciare la giornata :-)
    Magari ci fossero più Marie a prendersi cura dei propri figli :-) Avremmo molti più Mattei in giro, che non tanti Attila ;-)
    Buona giornata cara Njara :-*

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  3. E' sempre piacevole leggere i tuoi scritti.
    ciaoo Njara.

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  4. Sono mancata due giorni.... ma noto con piacere che sei tornata ad allietarci ogni giorno... e noto un pizzico di fantasia in più..per farci volare , fantasticare!!^_^
    Ciao Njara

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