lunedì 26 luglio 2010

andava bene...cosi!!




andava bene..cosi!!

racconto scritto pensato ideato da njara


..in fondo lui stava bene cosi..due vetri appannati dai ricordi..una statuina di legno posata sopra un tavolo..un vecchio album di fotografie da guardare e riguardare ogni volta che gli andava..

i peschi quell'anno erano in fiore e a lui andava bene cosi..ci sarebbe stato un buon raccolto..li avrebbe portati al mercato..oppure grandi aziende sarebbero venuti a prenderli con dei camion grossi grossi..e a lui andava bene cosi con quel rumore che di solito facevano quei camion quando arrivavano..con quella polvere che alzavano..con quei camionisti che in fondo erano diventati un po' suoi amici..

e a lui andava bene cosi..un gatto come amico..un cane come compagnia..

fernando era solo praticamente tutto l'anno...sua moglie luisa se ne era andata qualche anno prima..e a lui andava bene cosi..

a lui andava bene anche che i suoi figli non gli rivolgevano la parola...ed erano anni ormai che non gli rivolgevano la parola..

di nipoti ne aveva un paio a memoria di quel che si ricordava lui..ma a lui andava bene cosi..

un sogno?? una realtà?? un pesco in fiore ed una solitudine raccolta attraverso ricordi e spezzoni di vita..chissà quale sarà la realtà dei fatti pensò lo scrittore posando la penna sopra il tavolo..
anche lui era solo..sua moglie non se ne era andata..lui aveva scelto di non sposarsi..e poi con chi visto che era gay dalla nascita..anche se non lo aveva scoperto alla sua nascita..ma più tardi..quando la solitudine di una fanciullezza lo aveva colto a scoprire gli sguardi di maschi e non di femmine..di uomini e non di donne..

ohh all'inizio non ci aveva capito un tubo..si sentiva strano..diverso..ma forse quel diverso era solo il messaggio più o meno subliminale che gli lanciavano tutti..genitori compresi..

ora i suoi genitori sapevano..ma non c'erano più..e a lui andava bene cosi...
di fratelli nemmeno a parlarne..quando avevano saputo..meglio non ricordare pensò francesco alzandosi dalla sedia e rivolgendo lo sguardo verso la finestra..
la bruma di ottobre stava salendo..fra poco sarebbe nevicato..lui se lo sentiva nelle ossa quell'inverno che tardava a venire per un calendario troppo umano e cosi troppo poco sensibile all'uomo stesso.
francesco posò gli occhiali che aveva sul naso e si guardò allo specchio..era un bell'uomo ancora..anzi togliamo quell'ancora si disse..sono proprio un bell'uomo..ma di storie non ne ho..almeno per il momento..però i miei fratelli..e qui ebbe un singulto d'amore d'orrore e di inedia..

si erano tutti e tre ripresentati alla sua porta quando lui era diventato importante..chi con una scusa chi con un'altra se li era ritrovati fra i piedi quando il suo nome era apparso su qualche rivista e su molti telegiornali..per non parlare poi di quando aveva ricevuto il suo primo premio importante..
il premio strega..

al miglior scrittore dell'anno..

e pensare che era gay..e pensare che sono ancora gay..si disse francesco masticando la sua ultima gomma americana..che gettò d'improvviso fuori dai denti cosi come fuori dai denti gli sarebbe piaciuto gettare i suoi fratelli..tutta la sua famiglia..e tutta quella gente che lo rispettava solo perchè era diventato famoso..

si accostò al suo gatto francesco che impudente se ne stava dietro i vetri a guardare il vento soffiare..gli passò le braccia intorno al collo come si fa con un vecchio amico..il gatto non si ritrasse..anzi iniziò a fargli le fusa..e francesco pensò al giudizio delle persone..pensò alla sua ultima storia avuta con un ragazzo più giovane di lui..pensò a tante cose francesco mentre guardava il primo fiocco di neve scendere dal cielo imbrunito dal sole di ottobre..

eeee lo sapevo io gertrude disse al suo gatto mentre lo stringeva ancora più a se...
ma il gatto in quel momento si divincolò..quasi lo graffiò per liberarsi da quell'abbraccio un po' inopportuno per lui..e francesco pensò che il suo gatto somigliava a molta gente da lui incontrata in tutta la sua vita..
e quel pensiero lo intristi parecchio..ma non si diede per vinto e nemmeno per sconfitto..anzi si rimise seduto alla sua poltrona..prese la penna in mano ed iniziò a scrivere il romanzo più bello della sua vita..quello che parlava di un gatto di un cane di un contadino di una famiglia che non c'era più e di un sorriso che era sceso dal cielo a tenergli compagnia a dispetto dell'uomo che non era riuscito a far arrivare l'inverno quando lo voleva lui..

e pensare che era solo ottobre pensò francesco..ma a lui e a quel fiocco di neve andava bene..cosi.

..un sorriso a chi passerà di qui.

..njara

4 commenti:

  1. Grazie Njara :-)
    Un abbraccio :-)

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  2. ..è sempre bello leggerti...una buona settimana njara.
    ciaoooo

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  3. Un sorriso anche a te dolcissima Njara!

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  4. Ciao Njara,
    leggevo con grande interesse il tuo racconto.Potrei dire che la storia é commovente ed é un po triste come in genere la solitudine.
    Ti invio un grande abbraccio

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